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P R E M E S S A
L’obiettivo
di questo lavoro è quello di aiutare e consigliare coloro i quali assistono
quotidianamente una persona affetta da malattia d’Alzheimer. Spesso, infatti, i
familiari, ed in particolare chi assiste direttamente il malato (caregiver), ci chiedono consigli su come
comportarsi nella vita quotidiana nei
confronti del malato di Alzheimer e
informazioni su quanto l’assistenza pubblica sia in grado di fare.
Da
qui l’utilità di qualcosa di scritto cui fare riferimento quando necessario, che contiene , su una unica
pubblicazione , le risposte alle domande che più frequentemente ci vengono
poste sia sui servizi che sulla Malattia.
La famiglia è il fondamento, spesso unico, dell’ assistenza del malato di Alzheimer:
infatti è sulla famiglia che grava il disagio maggiore e la difficoltà nel
gestire l’ improvviso cambiamento di vita a cui essa è chiamata a far fronte.
La famiglia però, non deve essere lasciata sola con la sua necessità
di forte ed immediato sostegno
pratico, emotivo ed informativo.
L’informazione
aiuta la famiglia a saperne di più sulla Malattia, sulla sua evoluzione e sul
come comportarsi per affrontare i problemi della vita quotidiana. E’
necessario, inoltre, per i familiari conoscere le strutture sanitarie e
sociali competenti ed il modo per
accedere ai servizi.
Tutto ciò può essere determinante
affinchè la famiglia possa prendersi cura del malato, contribuendo a
migliorarne la qualità di vita e riducendo il ricorso al ricovero in istituto.
Nell’assistenza
ad un paziente con M. di Alzheimer , infatti, è indispensabile ottenere la
migliore qualità di vita possibile in una situazione difficile ed in
evoluzione, che richiede la capacità di
adeguarsi con flessibilità alla nuova
realtà, tentando di modificare ciò che è
possibile e di adattarsi a quanto invece non si può
cambiare.
L A G E
R I A T R I A E I L
M A L A T O DI A L Z H E I M E R
La Malattia di
Alzheimer, malattia che “ruba la mente“,
è paragonabile ad una strada tortuosa, difficile da percorrere perché sono
sfocati i limiti e il percorso: chi si
trova lungo questa strada è sgomento ed
ha bisogno di aiuto, come ha parimenti
bisogno di aiuto chi accompagna il malato (la sua famiglia e il caregiver)
perché il cammino da percorrere può
essere anche molto lungo e difficile.
La Malattia di Alzheimer è
stata anche definita come un’ “epidemia silente” per l’elevato numero di
pazienti (correlato all’invecchiamento della popolazione) che la sta portando
ad assumere la connotazione di malattia sociale, anche per i costi assistenziali altissimi.
L’Assistenza
sanitaria pubblica deve farsi carico di
questa Malattia, che non riguarda solo il paziente ma anche la sua famiglia, la
quale viene inevitabilmente coinvolta nelle difficoltà assistenziali che si
aggravano nel tempo in una malattia che può durare anche molti anni.
Farsi carico della Malattia non è cosa
semplice per la struttura pubblica,
perché l’aiuto da prestare è molto complesso: curare la Malattia di Alzheimer non
significa solo formulare la diagnosi
e prescrivere i farmaci , ma
anche e soprattutto affrontare i molti complessi problemi che presenta il Malato,
la sua famiglia ed il caregiver, in una ottica di “presa in
carico” globale e multidimensionale che è tipica dell’approccio olistico
della Geriatria.
L’approccio
olistico geriatrico si rivolge al Malato di Alzheimer in quanto “persona” malata e non solamente alla
Malattia, prendendo in considerazione non solo i
problemi strettamente medici, ma anche gli altri problemi che incidono
sul decorso della Malattia e sulla qualità della vita: i problemi
psicologici e sociali del paziente,
della famiglia e del caregiver.
La
presa in carico globale del paziente presuppone il coinvolgimento e il
coordinamento di più figure professionali nella Valutazione Multidimensionale
Geriatrica, strumento indispensabile del metodo
Geriatrico, che precede ogni decisione sul piano terapeutico e riabilitativo.
Anche in questo campo della Medicina, è importante la diagnosi precoce
la quale implica di non sottovalutare i disturbi
anche modesti della memoria che possono essere legati all’esordio insidioso
della Malattia, oltre che a patologie curabili e potenzialmente guaribili se diagnosticate in tempo (malattie della
tiroide, ansia , depressione, carenza di vit. B12 e ac. folico etc).
I disturbi della
memoria sono molto diffusi anche in età pre-geriatrica e
spesso vengono trascurati ed attribuiti genericamente all’età o allo stress.
Mentre per i disturbi fisici l’attenzione
generale è abbastanza elevata ed il
concetto di prevenzione è
sufficientemente radicato, per i disturbi della memoria si assiste ad un
vero e proprio “gap” culturale e nessuno se ne occupa, per cui frequentemente i pazienti giungono alla nostra osservazione
quando il quadro è avanzato e l’eventuale reversibilità del disturbo mnesico è
ormai persa.
In questi casi
sarebbe necessaria una diagnosi
tempestiva che è ben diversa
dalla diagnosi precoce , in quanto si tratta di riconoscere per tempo
sintomi clinicamente evidenti e non di individuare manifestazioni iniziali e non ancora
evidenti come accade nella diagnosi precoce .
Alla
luce di queste considerazioni abbiamo elaborato il Progetto “Alzheimer - Memory Clinic” consistente in un piano
di attività realizzato nella
“Unità Operativa Complessa (U.O.C.) Geriatria ASL RMA, per la prevenzione, diagnosi e terapia dei disturbi della memoria,
della Malattia di Alzheimer e delle altre Demenze. Tale progetto prevede
interventi assistenziali diretti, interventi formativi, di integrazione
socio-sanitaria e di collegamento con le associazioni di volontariato.
L’
Unità Operativa Complessa Geriatria del Presidio Nuovo “Regina Margherita” ASL RMA, che è sede della
U.V.A. (Unità Valutativa Alzheimer), rappresenta
un punto di riferimento per la Malattia, caratterizzato dalla continuità assistenziale e terapeutica in tutte le sue strutture: Day Hospital e
Ambulatorio del Nuovo Regina Margherita, Ambulatorio e Centro Diurno Alzheimer
Polo Geriatrico Casalboccone – Ambulatori
Tagliamento e Luzzatti , Centro
Diurno Alzheimer di via Guattani.
E’
sempre lo stesso Geriatra ospedaliero che segue il paziente nei vari punti assistenziali e rappresenta un
interlocutore cui rivolgersi in caso di necessità, grazie alla relazione di continuità terapeutica che si costruisce
nel tempo tra Geriatra, paziente,
famiglia e caregiver.
E’ facilitato l’accesso
dalle altre strutture ambulatoriali al Day Hospital Geriatrico del Presidio
Nuovo “Regina Margherita”, per la diagnosi e la terapia anche
delle malattie intercorrenti, che spesso
scandiscono l’evoluzione della Malattia di Alzhemer sovrapponendosi ad essa,
aggravando e complicando il decorso. Infatti un improvviso peggioramento non è
sempre dovuto all’avanzare della
Malattia, ma può dipendere anche da altre patologie sopraggiunte
quali infezioni urinarie, respiratorie, stati febbrili etc.
Inoltre, il Malato di Alzheimer,
presenta frequentemente anche altre malattie concomitanti (cardiopatia, ipertensione, diabete etc.) per cui si rende necessario
controllarlo periodicamente per tutta la
situazione clinica complessiva; spesso sono
necessari più farmaci da bilanciare tra loro, che devono essere limitati
all’indispensabile, in base alla
priorità terapeutica delle varie
patologie.
La terapia farmacologica è solo una parte
della cura, che prevede anche un piano riabilitativo personalizzato cognitivo (ROT, Validation Therapy ) e motorio , nell’ottica della prevenzione della perdita
dell’autosufficienza e della valorizzazione delle capacità residue del
paziente.
Il piano riabilitativo personalizzato
realizzato nelle strutture dell’Unità Operativa , trova la sua naturale
continuità e la condivisione con il
caregiver , in quello che abbiamo
definito ”Home Training” , consistente in un piano di attività stabilito con i
terapisti ,da svolgere a casa quotidianamente .
Nell’ “Home training” agli esercizi
motori e cognitivi , si aggiungono quelli di riattivazione delle attività della
vita quotidiana oltre ad esercizi di rilassamento, per il controllo dell’ansia del caregiver.
All’Home training è interamente dedicata la II parte di questo testo .
Nella
elaborazione del piano terapeutico (farmacologico e riabilitativo) una
particolare attenzione viene posta
alla prevenzione, diagnosi e cura
delle Sindromi geriatriche, come la sindrome da immobilizzazione, con tendenza del paziente ad immobilizzarsi a
letto o in poltrona, l’ incontinenza, l’instabilità posturale con tendenza alle
cadute, le reazioni avverse ai farmaci,
la denutrizione, la prevenzione delle le
piaghe da decubito etc.
La sofferenza
psicologica che accompagna la Malattia di Alzheimer in
tutte le sue fasi può trovare sollievo
dalla psicoterapia o
dall’inserimento nei gruppi di sostegno
e di auto-aiuto per familiari e caregivers.
L’attenzione
ai problemi sociali (povertà, solitudine, abbandono etc.) è
indispensabile, perché questi
aggravano notevolmente le
conseguenze della malattia.
Importante è anche la cura degli aspetti Medico-Legali
(Invalidità civile, accompagno, legge 104) che a tutt’oggi rappresentano l’unico sostegno economico diretto alle
famiglie.
L’istituzione
del Centro
Diurno Alzheimer di
Casalboccone nel 2002, (struttura integrata ASLRMA –
Comune di Roma) ,e nel 2004 del Centro
Diurno Alzheimer del Conservatorio di S.Eufemia di via Guattani (struttura integrata ASLRMA – Comune di Roma- Università La Sapienza- Cattedra
di Geriatria ) rendono
possibile nella nostra ASL anche sollevare le famiglie dal carico assistenziale quotidiano e aiutarle ad evitare il ricovero
in istituto, assicurando al tempo stesso al paziente un piano riabilitativo personalizzato
cognitivo e motorio sotto il controllo del Geriatra.
Presso il Centro Diurno Casalboccone è
stato realizzato il primo “Giardino Alzheimer “ della Città di Roma ( tra i primi in Europa).
Si tratta di uno spazio verde
appositamente strutturato in cui il paziente può muoversi liberamente, senza rischi . La finalità del giardino è anche quella della
stimolazione sensoriale ( vista, udito etc ) per contrastare il declino cognitivo
e potenziare le capacità residue , riducendo i disturbi comportamentali ( disorientamento
, reazioni catastrofiche ed il
cosiddetto “wandering” ovvero il vagare
senza meta ) .
La
possibilità di accesso dei disabili a vari servizi delle nostre strutture mediante il Pulmino, rappresenta una importante opportunità.
Frequentemente
il
caregiver ha più di 60 anni ed ha egli stesso problemi di salute e di fragilità: in questi casi è
possibile prendere in cura anche il caregiver,
in modo che l’accesso alle strutture possa essere un momento di cura e
di attenzione alla salute di entrambi
.
Il caregiver può essere inserito nei Gruppi di sostegno o
di auto- aiuto: per facilitarne la partecipazione, durante il gruppo per il
caregiver, il paziente può far parte contemporaneamente in un gruppo di ROT o di terapia
occupazionale, realizzando anche in questo caso un momento di cura per il
paziente e di sostegno per il caregiver.
Al
fine di monitorare la qualità del servizio erogato, gli utenti possono esprimere il proprio
giudizio sulla struttura, sul personale medico e paramedico mediante
uno specifico questionario che prevede
anche eventuali consigli.
I “Corsi di formazione continua, integrata “sulla Malattia hanno un ruolo importante per adeguare le conoscenze e
le mentalità; sono “integrati” perché
sono rivolti agli operatori sanitari sia
ospedalieri che territoriali oltre che agli operatori sociali che operano nel
campo.
L’attività
congressuale è parte qualificante del Progetto: il 2003 ha visto la prima
edizione del Convegno accreditato ECM a cadenza
annuale “L’Anziano Fragile“, con un
workshop dedicato alla M. di Alzheimer e alle altre Demenze .
Il Convegno “L’Anziano Fragile “ è stato replicato anche
negli anni dal 2004 al 2007.
Sempre
nel 2003, il Convegno “Anziani oggi: l’assistenza geriatrica ASL RMA e
l’integrazione socio-sanitaria“ ha rappresentato anche
l’occasione di presentare questa pubblicazione oltre al nuovo “Progetto
Obiettivo Anziani ASL RMA“ nel quale viene proposto un nuovo modello organizzativo di tipo
dipartimentale “a progetto” per l’assistenza agli anziani ed in particolare per
i Malati di Alzheimer.
Nel 2004 è stato realizzata la seconda
edizione del Convegno geriatrico ECM
annuale “ Le patologie multifattoriali
nell’anziano “ nel quale hanno trovato il dovuto spazio
relazioni sulla M di Alzheimer e le altre Demenze.
Nel 2005 , insieme all’Università di Roma
La Sapienza
, Cattedra di Geriatria è stato anche
organizzato il Convegno
“Il Centro Diurno Alzheimer “ presso il
Centro Diurno di via Guattani.
La “Finestra di dialogo”, spazio telefonico di consultazione e informazione sui nostri
servizi, rappresenta il raccordo operativo con le altre strutture della ASL
(Assistenza domiciliare - Medicina legale )
con i servizi sociali del Comune
e con le Associazioni di volontariato.
Tra
quest’ultime l’AVO (Associazionie Volontari
Ospedalieri) rappresenta una risorsa importante accanto ai nostri pazienti ogni
giorno nell’Ospedale Nuovo Regina Margherita e svolge un’ opera di grande dedizione contribuendo all’umanizzazione della
struttura ospedaliera e alla costruzione di un vero e proprio rapporto di
amicizia e di affetto con i nostri pazienti, rapporto che è coltivato con
attenzione anche dagli operatori.
Infatti
l’accoglienza del paziente, del caregiver e dei familiari, l’ascolto e il rapporto
empatico creano giorno dopo giorno un clima
di “aiuto”, lontano dal tecnicismo
che, particolarmente in questa Malattia, è inadeguato per rispondere alla persona malata e ai suoi familiari.
Del
Progetto Alzheimer – Memory clinic è parte integrante anche
la realizzazione di questo testo “Alzheimer , che fare? “, giunta alla II edizione con la quale ,
in un unica pubblicazione , abbiamo tentato rispondere in modo semplice e
chiaro alle domande
che più frequentemente ci vengono poste
sulla Malattia e sui servizi geriatrici . La pubblicazione è destinata ai caregivers ed ai familiari, ma
forse può essere utile anche agli
operatori socio-sanitari, ai volontari e
a chiunque altro desideri avvicinarsi alla realtà della Malattia ed alle sue
problematiche.
Ritengo doveroso ringraziare i Collaboratori alla
pubblicazione per il lavoro svolto e i
Geriatri che , insieme al personale infermieristico e di riabilitazione,
lavorano con dedizione ed elevata specializzazione giorno dopo giorno nella nostra U.O.C .Geriatria .
Colgo l’occasione per ringraziare per la loro
opera di alta professionalità, i Colleghi Neurologi dell’Ospedale Nuovo Regina
Margherita che collaborano all’UVA della U.O.C. Geriatria fin dalla sua istituzione, condividendo con noi Geriatri l’impegno e l’attenzione per la Malattia.
Grazie anche ai familiari ed ai caregivers
che hanno contribuito con i loro consigli alla stesura dell’indice e delle domande.
Ringrazio
infine la Direzione della ASL RMA
che
ha promosso quanto abbiamo
realizzato finora e ha dato spazio alle proposte contenute nel
“Progetto Obiettivo Anziani”, del
quale il Progetto “ Alzheimer- Memory Cinic”
è parte integrante e qualificante .
Certamente
la strada da percorrere è lunga e difficile non solo per i Malati e le loro
famiglie ma anche per noi, che
assistiamo gli anziani ed in particolare i Malati di Alzheimer , ma il nostro
impegno nell’ andare avanti sarà più grande
delle difficoltà che incontreremo lungo il nostro cammino.
L’Autore
Sandra Fanfoni.
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